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E' primavera
di Lucio Tancredi, Maggio 2001
È primavera, svegliatevi bambine, svegliatevi bambini! Maledetta primavera? Dipende, ma raramente lei mantiene le promesse. Già: le aspettative, i sogni, i desideri che sbocciano con le prime gemme non sempre fioriscono poi come vorremmo (chi di voi, a questo punto, ha colto ironia, continui pure, chi è colto da violenti conati respiri profondamente prima di leggere oltre). Ecco perché in estate si va in ferie, mentre in questa stagione possiamo solo prenderci una piccola vacanza. Una sosta, una pausa. E mi raccomando, non va dimenticata a casa la maglietta della salute. Le prime uscite, anche se di soli pochi giorni. Non proprio vacanze, ma una 'ricreazione', una piccola ed utile rigenerazione. Si risvegliano i nostri sensi, riprendiamo ad annusare l'aria, di mare, di montagna o collina, con i ricettori ormonali che si preparano all'uso. Guardati in tasca e, prima di partire, assicurati di avere una penna con te. Anche poche parole ogni tanto si possono scrivere. Foglietti o blocchetto o con un lapis sulle pagine di un libro. Ma ti propongo poi una distinzione nella lettura tra: -appunti di viaggio come trascrizioni/descrizioni di luoghi e avventure: qui ci stanno le guide ragionate, le cartine tematiche ed alcuni romanzi d'avventura e -appunti da viaggio, che servono più alla mente che al corpo: dagli aforismi di Wilde alla sceneggiatura di "2001 Odissea nello spazio". Non ti dicono dove andare e come, ma ti aiutano a starci. Anche prima di arrivarci. E così: le ferie portano consiglio alla scrittura dei primi, mentre i week-end e le gite sono utili per gli altri. Schematico, già, ma qualche riferimento bisogna pur darselo in epoca di "Sopravvissuti" al "Grande Fratello". Concediamoci buone occasioni per rigenerarci, meglio se in compagnia, ascoltando i sensi, i profumi del vino e il tono della voce. Pensa alla voce che avevi quando gli/le hai telefonato per sapere cosa gli/le sarebbe piaciuto fare nella prima uscita. Prova a guardare cosa ti si propone a Pasqua o poco dopo e vedi se Jonas non ha imboccato ancora una volta la strada giusta. Perché pensiamo a noi, e a stare in compagnia, buona, decisa e tenera, coraggiosa ma piena di dubbi, vicino e lontano, con un fiore in mano e nell'altra ... ognuno di noi con una cosa diversa: e poche tasche perché quello che riporteremo a casa con noi non sta nella sacca ma nella testa soprattutto. Un lapis, un temperino o una penna. Mal che vada servirà per scrivere un numero di telefono sul dorso della mano, così poi ci risentiamo.
Lucio Tancredi
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