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In bicicletta
di Andrej, Novembre 2008
Avevo percorso quel tratto di strada moltissime volte, addirittura, per quasi due anni, due volte al giorno. In effetti, anche se allungavo un pò il tragitto, mi permetteva di evitare il traffico che intasava la strada principale che portava verso l'ufficio. Guidando lungo quella stradina che si inoltrava tra i campi dell'immediata periferia della città, spesso pensavo che sarebbe stato bello farla in bicicletta, magari in una mattina di sole. Proprio una domenica mattina in cui splendeva il sole decisi di prendere la bicicletta, che da troppo tempo rimaneva ferma in cantina a riempirsi di polvere, e farmi un giro, pedalando senza una meta precisa. Senza averlo deciso prima, mi ritrovai ad imboccare quella strada, quasi che ci fosse qualcosa di magnetico ad attrarmi da quelle parti, o forse era solo una specie di riflesso condizionato dovuto all'abitudine, da poco smessa, di girare da quelle parti. A dire la verità, non mi resi conto subito di essere proprio su quella strada, perchè all'inizio non la riconobbi. Quando mi resi conto d'essere lì pensai che doveva essere cambiato qualcosa, forse avevano costruito qualche casa nuova. Capii presto che non poteva esserci niente di nuovo costruito: quello che vedevo erano i colori bellissimi dei papaveri e degli altri fiori nei campi, i filari di vigne che sembravano tanti binari perfettamente paralleli, addirittura un piccolo stagno che non avevo mai notato. Non avevo nemmeno mai sentito il profumo intenso dei fiori di camomilla, profumo che si spandeva da un piccolo campo ricoperto dai candidi fiori, nè avevo mai scorto le tante sradine che si inoltravano, sul lato sinistro, verso le colline ai cui piedi si snodava la strada. Ad un certo punto arrivai vicino ad una casa, una fattoria con un grande cortile; pedalando lentamente vidi un signore anziano e sorridente che mi osservava mentre passavo. Lo salutai e mi rispose con un cenno che sembrava quasi un invito a fermarmi, giusto per scambiare qualche parola. Mi avvicinai e iniziai a parlare con quel simpatico signore: gli dissi di quanto mi piacesse quel luogo, quella campagna, le colline attorno, i profumi dell'aria, i vigneti, i colori, soprattutto di come non avessi mai notato la bellezza del paesaggio. Mi ascoltava in silenzio, senza interrompermi con la mano a coprire gli occhi dal sole, quasi incastrata tra le profonde ed espressive rughe della fronte, e ad un tratto mi disse sorridendo: "Non ti eri mai accorto, eppure per due anni ci sei passato in macchina due volte al giorno!" Mi salutò cordialmente e continuò la sua passeggiata, senza aggiungere altro. Rimasi a guardarmi attorno, inspirando intensamente, quasi volessi portarmi a casa quei profumi, ripresi a pedalare lentamente: dopo due anni di corse in auto, frenesie, lavoro, sempre a 100 all'ora, quella mattina, in bicicletta, ero ripartito di nuovo dal punto di inizio e da poco più di un'ora avevo ricominciato a vivere.
Andrej
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