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Barcellona
di Giulia di Trento, Agosto 2002
C'è chi scrive perché è ispirato da impulso letterario, c'è chi scrive perché deve esprimere amore, rabbia o gioia, ma c'è anche chi scrive perché, scusate la superficialità, cerca di vincere un viaggio… A mia discolpa posso dire che generalmente faccio parte dei primi due gruppi di individui, ma in questo momento sto scrivendo principalmente perché sono spinta da un forte desiderio di essere su qualche bella spiaggia a rosolarmi al sole o con il naso all'insù ad ammirare le bellezze architettoniche di qualche bella città! Non che mi lamenti di essere "imbacuccata" fino al naso (che tra l'altro non smette un minuto di starnutire), ma se si potesse trascorrere un periodo in qualche bella località… E quindi ora ha inizio il mio racconto sulla bellissima BARCELONA (con una "l" perché alla spagnola). Estate, agosto, maturità alle spalle, Spagna, Barcellona: direi che le premesse di questa vacanza con mamma, papà e cugino coetaneo sono più che allettanti…ma ovviamente quando questa famiglia, proveniente dal freddo e gelo dell'estremo Trentino-Alto Adige (a contatto con lo iodio e la brezza marina mediamente una volta ogni 3/4 anni), sbarca dall'imponente nave….rullo di tamburi….PIOVE!! Ma i trentini, si sa, hanno la "scorza" dura e sono perciò convinti che niente e nessuno avrebbe rovinato il loro viaggio! Non serve dire che Barcellona si aspettava quella pioggia da parecchi mesi. Altro appunto: gli ombrelli (versione Barbie) erano sistemati per benino in fondo alla valigia coperti da una valanga di camicette, vestitini, costumi, creme da sole! In qualche modo comunque riusciamo ad infilarci in un autobus che ci lascia davanti alla metropolitana. A quel punto chiedo qual è la fermata che si avvicina alla via dove si trova il nostro albergo: gentilmente mi spiegano la linea da prendere e dove scendere. Un po' bagnati ma felici scendiamo alla fermata indicataci, a quel punto ci guardiamo intorno e decidiamo di chiedere informazioni ad un passante, il quale ci dice di proseguire sempre diritti e che, camminando per una decina di minuti, saremmo arrivati. Inizia così il nostro cammino verso l'ambito hotel. Col senno di poi penso che abbiamo incontrato o una persona molto fiduciosa nelle nostre potenzialità podistiche o un podista stesso, perché quei 10 minuti sono diventati prima 30, poi 40 e poi incontabili. Nella lunghezza di quella via ci sarebbero state 20 nostre vie trentine! "Fortuna nostra" (inizio a pensare che ci fosse stato un complotto astrale contro di noi) era un corso a senso unico, opposto alla nostra direzione e quindi prendere un autobus o un taxi era impossibile! Per farvi un quadro totale della situazione devo anche sottolineare che eravamo "accompagnati" da una valigia per persona più zainetti vari e, come già scritto, sotto la pioggia. Stremati arriviamo all'hotel! Forse finora ho descritto le situazioni più tragi-comiche che ci sono capitate ma poi, fortunatamente, il nostro viaggio ha preso tutt'altra piega: Zeus ha smesso di lanciarci fulmini e saette; dalla maratona i nostri piedi, dopo essersi riposati, sono usciti più rinvigoriti che mai (nemmeno le camminate domenicali sulle impervie Dolomiti erano riuscite in tale impresa!); il gruppo con cui avremmo condiviso, nel bene e nel male, le pedalate ci è sembrato già da subito composto da persone valide e simpatiche ed infine il sole ha messo in luce lo splendore di Barcellona che, sinceramente, è salita al primo posto della mia Hit Parade delle città europee! Ma penso sia inutile descrivervi le meraviglie che abbiamo visto perché esse sono spiegate dettagliatamente in qualsiasi buona guida turistica: Sagrada Famiglia, la Cattedrale, la Pedrera, Casa Battlò, Parc Guell, Tibidabo, Palazzo Reale, Anello Olimpico ed altro ancora. Io vorrei parlarvi degli aspetti che non si trovano sulle guide. Per esempio, se avete un padre che non parla spagnolo ma che insiste perché voi traduciate le sue mille domande da porre ad una povera receptionist, procurategli un corso multimediale in 10 lezioni prima della partenza! Altro avvertimento: all'inizio della Rambla (una lunga via che parte dal mare e porta all'interno della città) avrebbero dovuto scrivere in tono dantesco: "lasciate ogni speranza voi che entrate"… ogni due metri ci sono i cosiddetti "artisti di strada" che riescono ad affascinarti così tanto con i loro giochi e le loro prodezze che se imboccate la via all'alba è probabile che ne usciate al tramonto! Bisogna anche dire che ogni tanto c'è anche gente che sale su uno sgabellino e se ne sta lì senza far niente, riuscendo però ad attirare l'attenzione di qualche gruppo di giapponesi che vengono colti dal famoso raptus fotografico. Sotto il nome "Dona y ocel", alla pagina 23 della mia guida "Tutto Barcellona", si trova la semplice descrizione: opera modernista dell'artista Joan Mirò. Non ti dicono che rappresenta in formato gigante l'organo genitale maschile da un lato e quello femminile dall'altro! Forse penserete che si sarebbe dovuto capire dal nome ma i trentini non sono maliziosi per natura e anche trovandosi di fronte a tale opera e sentendo le scroscianti risate degli altri componenti del gruppo non riuscivano ad interpretare quella strana forma e quella strana voragine! Ultimo consiglio: non dite mai alla vostra guida catalana quanto vi stanno simpatici gli spagnoli…potrebbe caricarvi come un toro…ci sono gli spagnoli e i catalani… vi raccomando la distinzione! Per sapere se tutto quello che ho scritto corrisponde alla realtà, l'unico sistema è: PROVARE PER CREDERE! Posso assicurare che questo viaggio che ho intrapreso con l'associazione Jonas è stato proprio bello, in buona parte perché la meta era veramente valida, ma sicuramente anche perché il gruppo era un'insieme di persone in gamba e simpatiche. Si sa già prima di partire che un viaggio-Jonas è una vacanza alternativa, e direi alternativa al punto giusto perché non è il solito viaggio organizzato "mordi e fuggi", in cui si scende e si sale continuamente dal pullman che, all'ora dell'incontro, sparisce misteriosamente (o, più correttamente detto, non ci si ricorda mai dov'era stato parcheggiato!), ma nemmeno un'avventura all'Indiana Jones (NB: associazione JonAs e non JonEs!)…diciamocelo francamente…a pochi dispiace, dopo aver affrontato a colpi di pedale le ampie piste ciclabili di Barcellona lungo la spiaggia, tornare la sera in un bell'alberghetto trovando la cena pronta! Forse senza essere serviti da 10 impettiti "pinguini" per persona, ma nemmeno dovendo bivaccare sotto un cielo di stelle…romantico sì, ma un po' umido… Intanto che voi leggete e commentate questo racconto, io , ridendo e scherzando, se tengo gli occhi chiusi riesco a vedere la spiaggia e sentire lo scroscio delle onde…o forse è l'acquario che ha appena rovesciato il mio gatto??
Strudel
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