Le dritte di Jonas
Consigli di bordo
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di Giorgio Sila, Aprile 2003

cime Tra poco iniziano le vacanze estive. Tra noi ci sono tanti "marinai" che hanno già sperimentato questo tipo di vita in barca e altri, che questa esperienza la faranno per la prima volta. Naturalmente, viene spontaneo pensare e preoccuparsi di come potrà essere la vacanza, e la vita a bordo in spazi ristretti, privati delle comodità che abbiamo in città. Avremo dubbi, pensieri, immaginazioni, speranze, timori, di ciò che sarà questa nuova esperienza. Allora cercheremo di scambiare con degli amici le loro esperienze per carpire cosa e come dovremo affrontare la nostra. Ma dopo aver ascoltato attentamente i loro racconti saremo più confusi e dubbiosi di prima; uno ci ha raccontato di aver trascorso i più bei giorni della vita, un altro imbarcato sulla stessa barca nello stesso periodo e percorso dice che è stata una tragedia e non una vacanza rilassante. Come ci possono essere delle discordanze così enormi? Attraverso le mie personali esperienze dopo aver raccolto su un diario di bordo, le sensazioni dei miei equipaggi e i loro racconti alla fine delle crociere, sono in buona parte riuscito a dare, almeno lo spero, dei consigli utili a quelli che hanno deciso o decideranno di passare la vacanza in barca.
Vi chiederete, cosa c'era di tanto diverso tra quelle due persone che nello stesso viaggio hanno espresso pareri così contrastanti? Ci sono tante risposte a questa domanda, ognuno di noi si fa delle opinioni, idee, concetti, teorie, che possono essere differenti tra un individuo e l'altro. Ecco, senza entrare nella psiche dei singoli, sentiremo dire da uno che c'era poco vento, poco sole, poco spazio, le bibite calde, i compagni poco disponibili e altro. L'altro, invece, dire esattamente l'opposto.
Se avete deciso di trascorrere le ferie in barca, dovete perdere alcuni minuti davanti allo specchio da soli guardandovi negli occhi in modo da vedere nel vostro profondo "io" e fare delle considerazioni e domande alle quali dovete rispondere senza ingannarvi. Sono stato io ad aver deciso per questo tipo di vacanza, nessuno l'ha fatto per me. Perciò ho deciso in modo consapevole di dividere le 24 ore di ogni giorno e per tanti giorni con altre persone estranee e sconosciute. Di loro non conosco nulla. Però so anche che quelle stanno pensando la stessa cosa di me! Sarò disposto ad adattarmi a situazioni ed abitudini e spazi diversi dalla mia vita abituale? Ho deciso, dopo un anno di lavoro che queste, in barca saranno le mie vacanze, e serviranno a ricaricarmi per un anno intero; ma non devo assolutamente scordare che sono pure le vacanze tanto sognate dei miei compagne/i, i quali si sono imbarcati con lo stesso sogno e scopo, e non sarò io a rovinare tutto! Allora devo pensare cosa portare di "me" in barca e cosa lasciare di "me" a casa.
LASCIARE A CASA: egoismo, maleducazione, disordine, ingordigia, scortesia, menefreghismo, incuria, polemica, avarizia, fretta, voglia di discoteca.
PORTARE IN BARCA: passione per il mare, sensibilità, altruismo, generosità, tolleranza, comprensione, pazienza, ordine, pulizia, educazione, gentilezza, rispetto delle cose altrui, adattabilità ai compagni e ai disagi.
Posso staccare gli occhi dallo specchio e trarre le conclusioni: se sono convinto di poter lasciare a casa tutte le parole della prima lista, e nel contempo portare con me tutte le altre, almeno per il periodo della crociera, sono certo che avrò ottenuto il massimo che desidero. E durante l'inverno ricorderò e racconterò con piacere quei bei momenti anche se ogni tanto c'era poco vento e magari un giorno è anche piovuto. Buon vento !


Uno Skipper



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