Le dritte di Jonas
Natale in un paese scandinavo
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di Luca, Novembre 1999

Danimarca In Danimarca il Natale comincia molto presto e le tradizioni che lo accompagnano sono davvero tante, soprattutto sono ancora sentite da tutti. Una premessa e d'obbligo. C'è una parola che ci può spiegare abbastanza riguardo il modo di essere dei cdanesi, è "hygge". E' una parola che tra tutti i paesi scandinavi si trova solo qui e si riferisce a quell'atmosfera un po' fatata che si trova nelle case ma anche nei caffè, poca luce artificiale, molte calde e chiacchiere tranquille. Se si visitano degli amici e ci si è divertiti si dice che è stato molto "hyggeligt". Ebbene durante il periodo natalizio si raggiunge il top dello "hygge". Si trovano decorazioni natalizie un po' dappertutto, anche negli uffici, sia pubblici che privati, dove si possono pure assaggiare i tipici biscotti alla cannella. Per le strade tanti Babbi Natale, leggenda vuote vengano dalla Groenlandia, a tutt'oggi ancora appartenente alla Danimarca. Carlsberg e Tuborg, le birre più bevute in Danimarca, producono la classica birra di Natate. Come in Francia, e da qualche anno anche in Italia, ci si ritrova per assaggiare il vino nuovo, così a Copenaghen una sera di fine novembre Babbo Natale scende dal carro trainato dai cavalli e consegna in tutti i caffè della capitale i fusti con la nuova birra. Hanno inizio da questo momento le discussioni più improbabili per stabilire quale sia a migliore. Ci sono poi i mercatini dette pulci di Natate che normalmente si tengono nei palasport, al coperto, viste le temperature un po' basse del periodo. Il più interessante è quello che si tiene in un capannone a Christiania, si può trovare di tutto e l'atmosfera è davvero magica. Sempre a dicembre tutti organizzano i pranzi di Natale, le aziende, i circoli sportivi, le associazioni ecc.. Sono appuntamenti dove si mangia tanto e spesso si beve un sorso di troppo. E' per questo che le ferrovie organizzano un numero di corse extra la notte per permettere a chi sa di bene un po' troppo di lasciare a casa l'auto. Vicino a Århus, seconda città detta Danimarca, è stato costruito un villaggio, "den gamle by"', con i criteri dei tempi andati, le case con i tetti di paglia e i muri a traliccio, e ogni bimbo danese, almeno una volta prova a far Natale come si faceva una volta. Il 14 dicembre si celebra Santa Lucia: le bambine o le ragazze sfilano per le strade di ogni paese vestite di bianco con una corona di candeline sul capo, accompagnate nella toro processione da cori religiosi. Si dice che il periodo di Natale è periodo di alta stagione per la famiglia: dentro le quattro mura domestiche si celebrano infatti la gran parte dei riti natalizi. In ogni stanza di ogni casa si trovano decorazioni natalizie, non acquistate ma preparate curante tutto il mese di novembre. Ad ogni finestra ci sono candele e nel tavolo principale di casa si lascia la candela dell'Avvento che viene accesa ogni giorno per qualche ora quando tutta la famiglia è assieme. E' consuetudine in alcune famiglie scambiarsi le liste di ciò che si desidera ricevere come regalo: in questo modo si combatte il consumismo e si riceve sempre qualcosa di utile. Dal 1 dicembre i bambini trovano appeso alta porta della propria camera il calendario dell'Avvento con 24 regali che ogni mattina aprono prima di recarsi a scuola e dopo aver letto il pensierino che li accompagna. Questo richiede alle mamme danesi una buona dose di creatività, alcune cominciano già dall'estate a pensare ai pacchettini e ai pensierini da preparare. In televisione, prima dell'ora di cena, tutta la famiglia ripensa al Natale di altri tempi guardando "Jul i gammel by", che vuol dire Natale nel piccolo paese, un telefilm con atmosfere tipo "Emil.", il bimbo biondo che ne combinava di tutti i colori. Nelle case danesi non si trova il presepio perché non fa parte della tradizione protestante. Sì è detto che il Natale si celebra soprattutto a casa, ma c'è una stanza che più di altre sente questo clima: è la cucina, E' questo il vero cuore pulsante detta casa nel periodo di Natale. Si comincia nei primi giorni nel mese col rompere noci, nocciole e mandorle che serviranno come ingrediente per pane, biscotti e dolci. Si passa poi alte marmellate. Si fanno in casa le marmellate per tutto l'inverno: da quelle ai fritti di bosco che si sono raccolti in giro per i boschi, mirtilli, more, lamponi, ribes a quelle di mele o pere cotogne. Con i frutti di bosco si ottengono anche dei succhi che saranno bevuti poi caldi per curare i consueti raffreddori di stagione. Sempre in casa si fa il paté di fegato e tutti rispolverano le ricette delta nonna o della zia. A dicembre, pi che in altri periodi dell'anno, si fa il pane in casa quasi tutti i giorni con grande vantaggio per la colazione. La sera dopo cena ci si mette all'opera, coinvolgendo spesso i bambini, si fanno i confetti di marzapane, le caramelle al moù, ma soprattutto i biscotti, quelli alta cannella e quelli al burro, proprio i famosi biscotti al burro danesi, che nessuno qui compera e che tutti producono in proprio perché vengono meglio e saranno il dolce di ogni sera per tutto dicembre accompagnati dal caffé lungo. Natale si celebra il 24 dicembre per cui la vigilia è considerata il 23dicembre. In questo giorno il papà esce di casa con i figli e raggiunge il bosco più vicino. Qui, dopo aver scelto e discusso per un bel po' su quale sia l'albero più bello incarica uno dei figli di tagliarlo e lo porta a casa in spalla . La sera del 23, dopo cena, in una padella molto curiosa si cucinano delle frittelle grandi come una mela che vengono servite con le marmellate ai frutti di bosco e accompagnate da una specie di vin brulé che si chiama gløgg ed è fatto bollire con mandorle, pinoli e uvette. In mezzo al soggiorno la mattina del 24 dicembre viene sistemato l'albero di Natale e tutta la famiglia trascorre la mattina addobbandolo non con palline colorate ma con origami, candeline bianche e rosse o con piccole bandierine danesi. I danesi non frequentano molto la Chiesa. Chi ci va a Natale lo fa nel primo pomeriggio del 24. La cena della sera di Natale inizia verso e 5 del pomeriggio. Si mangia al lume di candela, come in tutte le sere d'inverno, prima un antipasto e poi si passa subito a piatto principale che quasi sempre è un piatto di carne: anitra, oca, tacchino o arrosto di maiale a seconda delle tradizioni di ogni famiglia. Il tutto accompagnato dal cavolo rosso, da ma gelatina di frutti di bosco fatta in casa e ovviamente da patate novelle con la tradizionale salsa marrone. Il pranzo di Natale viene spesso accompagnato non da birra ma da vini francesi e italiani. Come dessert c'e il "risalamande', un budino di riso con mandorle tritate aromatizzato alla vaniglia e guarnito con una salsa di amarene calda. Questo momento si trasforma quasi sempre in un gioco: la mamma ha il compito di lasciare una mandorla intera e chi la trova vince un regalo speciale. Va anche aggiunto che spesso la mamma 'pilota' l'operato e cerca di far vincere chi non vince da qualche anno, Si chiude con un bicchierino di snaps. Poi si esce tutti dalla stanza, si spengono luci e candele e il papà o la mamma accendono le candeline dell'albero. Si rientra tutti assieme solo ad operazione ultimata e il colpo d'occhio è davvero magico. L'albero, al centro, illumina con le sue candeline tutta la stanza. Ci si prende tutti per mano e si iniziano le danze attorno all'albero scegliendo ognuno una canzone di Natale. L'ultima canzone è la più divertente perché si cambia spesso il senso di marcia attorno all'albero e si aumenta il passo fino a correre facendo il trenino per tutte le stanze della casa: i più temerari fanno anche una puntatina all'aperto. Si passa quindi alla cerimonia dei regali che può anche durare qualche ora perché i regali si aprono uno alla volta e non tutti contemporaneamente, sorseggiando caffè lungo o thè alle erbe e mangiando tutte quelle cose che si sono preparate durante il mese di dicembre: biscotti, caramelle, confetti e cioccolate varie. Il classico regalo che si fa ai più piccoli sono i Lego, nati proprio in Danimarca e prodotti non motto lontano da Copenaghen. Il 25 dicembre appena ci si alza si fa colazione col pane appena fatto in casa e subito dopo si passa al tavolo di Natale dove si mangiano i tipici "smørrebrød", delle tartine guarnite nei modi più diversi, si comincia da quelle con il pesce, salmone, arringhe, sardine, e si passa poi a quelle con il formaggio, infine quelle con la carne, polpettine o paté di fegato. Si beve ovviamente "jul øl", la birra di natale. Come dessert si mangia un'insalata di frutta con pezzetti di cioccolata, nocciole e tanta panna montata. Come si può capire il Natale in Danimarca è un Natale totale. Se poi è anche fortunato allora sarà bianco. E se nevica "hygge" alle stelle, ma piste ciclabili sempre pulite perché, appena fiocca, la prima cosa che il comune si preoccupa di tenere sgombra sono proprio i tracciati per le biciclette. Post scriptum: se non si è in alcun modo interessati a calarsi nell'atmosfera natalizia ma si vuote capire lo humor danese la 'dritta' è quella di noleggiare la videocassetta de "Il Regno" di Lars Von Trier.


Luca



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