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Diario di bordo
di Antonio Belvedere, Agosto 2003
Com’è strano, non avevo mai navigato con una barca a vela. Certamente l’avevo sognato ad occhi aperti, scrutandole all’orizzonte da una spiaggia affollata.
Ed ora non mi sembra vero… Io, proprio io al timone di un cabinato di 10 metri.
Qui il vento è incredibilmente diverso, ti spinge, t’invita a correre con lui, a vincere la forza del mare che ti sbatte contro tutta la sua energia.
Una gara, una sfida continua tra elementi puri che ti coinvolgono e ti riportano nell’essenza della natura, sempre più vicini al nostro vero essere.
Mi sento come un antico cavaliere, con le redini ben strette tra le mani, mentre Eolo e Nettuno fanno schiumare la bocca della piccola barca che, come un ipogrifo vola, vola laggiù dove i due dei si uniscono in un unico elemento… l’orizzonte.
Grazie Jonas per tutto questo
Antonio Belvedere
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