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Berlino....fa benissimo!
di Sara da Milano, Agosto 2005
BERLINO FA... BENISSIMO! Traduzione libera (ma motivata) di "Berlin tut gut" Prima dell'alba. Le quattro e qualcosa. Non so nemmeno se sono sveglia, ma mi alzo e vado in aeroporto (cosa non si fa per un volo low-cost!) prima ancora di ricordarmi la destinazione. Berlino. In bici. Pronti, via. Al check-in scopro che il mio bagaglio è qualche chilo sotto il limite massimo: "ecco, potevo portarmi i roller!". Primo rimpianto per i pattini lasciati a casa, vittime del troppo peso. All'arrivo in città scopro che effettivamente lo spazio per pattinare, camminare o andare in bici è tantissimo! Ma i tedeschi non si smentiscono nemmeno nella "libera" Berlino: vanno rispettate le varie corsie, non tentate di camminare su una pista ciclabile o di andare in bici su un marciapiede affollato... gli indisciplinati rischiano molto!
Un paradiso di piste ciclabili e di parchi pubblici freschi e pulitissimi, ecco la prima impressione che trasmette questa città. Facciamo subito un giro a Potsdamer Platz, dieci minuti a piedi dal nostro hotel: è il parcogiochi degli architetti, stupendo il Sony Center, i grattacieli splendenti, la nuova stazione ferroviaria. Tutto profuma di nuovo e alcuni cantieri sono ancora aperti, ma l'antico semaforo svetta ancora nella piazza e un simpatico orso colorato ci ricorda il significato di Bär-lin. Davvero un enorme, verde crocevia tra Est e Ovest: c'è spazio per tutti a Berlino, città aperta e d'avanguardia. Incontriamo giovani artisti alla Kunsthaus Tacheles di Oranienburger strasse (da non perdere!) e ci lasciamo stupire dalla variopinta umanità che popola la vita serale e quella notturna. Impossibile non fare un salto nel nuovo quartiere "alternativo", Prenzlauer Berg, dove abbiamo pranzato con pochi euro in un'atmosfera casalinga.
La memoria del muro è affidata a una specie di cordolo in porfido che percorre tutto il perimetro della barriera più famosa e infamante d'Europa: in alcuni punti è ancora in piedi e visitare la "terra di nessuno" (che veniva ricoperta di sabbia per vedere meglio le impronte dei fuggitivi) lascia senza fiato. Werner, la nostra guida, ci accompagna a una torretta di avvistamento ancora conservata che ora si trova tra prati e cortili condominiali: il fratello di Günter Litfin, la prima vittima del muro, l'ha trasformata in un piccolo museo e racconta ai visitatori quei terribili anni. Ringraziamo commossi questa persona che spende la sua vita per mantenere viva la memoria di chi è stato ucciso. Tra i dolorosi ricordi dei berlinesi, ci sono purtroppo anche il nazismo e lo sterminio degli ebrei: all'ingresso degli Hackesche Höfe (un labirinto di cortili da visitare e dove fare shopping) ci sono piccole targhe nel marciapiede che ricordano chi viveva qui ed è stato poi deportato nei Lager (magari proprio a Sachsenhausen, a due passi dalla città, dove è ancora conservato e visitabile un campo di concentramento). Un "monumento" quasi invisibile ma inquietante!
Ma la cultura ebraica è rimasta nonostante tutto una parte integrante della nuova vita berlinese: da non perdere l'avvenieristico Jüdisches Museum, è tutto il contrario di un noioso museo! Un viaggio interattivo e sorprendente attraverso la millenaria storia degli ebrei tedeschi. Dopo le lunghe pedalate nella vicina città di Potsdam (con rinfrescante Eiskaffee nel quartiere olandese e ritorno scansafatiche con bici... sul treno!), non c'è nulla di meglio di un rilassante pomeriggio al Tiergarten: chilometri di verde in città tutto "ciclabile" dove incontrare scoiattoli, conigli e perfino volpi. Chi è proprio stanco, può far pedalare... qualcun'altro: basta prendere un Velotaxi, molto ecologico. Werner e Paola, le nostre guide di Jonas, sono sempre pronti a dare consigli per occupare al meglio gli spazi di tempo libero: sono partita pensando che ci fossero troppi "buchi" nel programma... e ho scoperto invece che è facilissimo riempirli troppo! Berlino ha davvero tanto da offrire e la bici è il mezzo migliore per godersi la città.
Tra le cose imperdibili da vedere (oltre a tutto quello che già ci mostrano le guide durante i percorsi!) c'è anche il Pergamon Museum, molto "classico" ma ricco di sorprese come l'enorme azzurra porta di Babilonia. Se si trova ancora qualche euro in tasca, alla fine della settimana conviene farsi un bel giro con il battello sul fiume Spree o dare un'occhiata dall'alto della Fernsehturm in Alexander Platz. Si possono evitare invece i costosi bus turistici: al prezzo del biglietto urbano, gli autobus delle linee 100 e 200 ci portano in giro per il centro sugli stessi percorsi. Ma perché non dedicarsi invece alla scoperta dei quartieri di Kreuzberg o di Charlottenburg? Poi tutti alla cena di "addio", scommettiamo che nessuno riuscirà a finire tutte le portate? Werner resta imbattibile, non c'è wurstel o birra che tenga: calmo e serafico, si prepara ad accogliere i prossimi ciclopedi Jonas... Prosit!
Sara
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