Le dritte di Jonas
Danubio... un fiume di emozioni
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di Chiara di Bologna, luglio 2006

lungo il danubio Venerdì 3 agosto 2005… una mattinata noiosa in un ufficio mezzo vuoto, in attesa che passi una sola settimana ed arrivi il fatidico venerdì successivo, giorno di inizio delle mie tanto attese ferie… Programmi? Nessuno… Quest’anno, dico tra me e me, riposo, non voglio far nulla… Non voglio nemmeno sbattermi per decidere cosa fare…
Ma mentre vagano nella mia mente questi pensieri, ormai gli stessi da qualche mese, ad un certo punto una scossa mi attraversa e come un lampo una voce dall’interno mi dice: “Ma sei fuori di testa? A casa? La settimana di ferragosto a cucinarti nelle mura di casa tua? Nessuna emozione? Nessuna attività? Impossibile, devi fare qualcosa…”
E nello stesso istante mi viene in mente www.jonas.it … un sito di cui avevo letto un articolo anni precedenti, che avevo visitato ogni tanto, ma che non aveva mai fatto al caso mio… Questa volta invece…era la situazione giusta per lui!!!
Lo apro ed inizio cercare le partenze della settimana successiva… Mi colpiscono la settimana di trekking e il viaggio in bicicletta sul Danubio… Ore 10.30… chiamo la Jonas, e trovo un ragazzo gentilissimo che mi conferma che ci sono ancora pochi posti disponibili… l’incertezza nella scelta era tanta…Come decidere? Alla fine mi faccio indicare gli anni di nascita degli iscritti… Non c’erano dubbi… se non volevo ritrovarmi a fare la mascotte dovevo per forza spingermi in Austria…
Non ci crederete mai ma nel giro di un’ora sono stata folgorata dall’idea, ho deciso, prenotato e pagato… e il pomeriggio non stavo nella pelle, entusiasta che sarebbe stato qualcosa di speciale…

Ma mai potevo immaginarmi quanto davvero speciale sarebbe diventato…

Il giorno dopo mi sorgono due dubbi: il primo sul dolore che il sellino mi avrebbe provocato non essendo affatto abituata alla bicicletta… ma su questo non potevo farci nulla… Il secondo su come sarei arrivata fino a Sharding… luogo di partenza del giro… nell’Austria più lontana…
Così richiamo la Jonas e mi faccio dare i numeri di telefono di alcuni iscritti solitari, che come me forse avrebbero avuto lo stesso problema… Ottengo il numero di una ragazza della mia città (Bologna) e quello di un ragazzo di Padova… Inizio col chiamare questa mia futura compagna d’avventura, tra l’altro omonima, e concordiamo per chiamare anche questo ragazzo… non si sa mai, magari ha voglia di guidare tanti km, magari ha una macchina grande, magari ne approfittiamo… le donne sanno sempre come colpire!! Così prendo l’iniziativa e chiamo… alla prima non mi risponde, alla seconda si… mi è sembrato subito molto cordiale e ha immediatamente accettato l’idea… Noi due ci saremmo fatte trovare a Padova e da lì saremmo partiti in tre… Perfetto! Ecco a cosa servono gli uomini… dico tra me e me…
Nei giorni successivi ho dovuto ovviamente richiamarlo qualche volta per accordarci sull’incontro… le telefonate si facevano sempre più lunghe e lo scambio di informazioni personali iniziava a prendere piede.. così mi sono detta: “Alt! Aspetta bene che qui taglio corto, perché il ragazzo è gentile e simpatico, ma con la fortuna che ho io sarà bruttino e forse un po’ pesante… poi mi si appiccica fin da subito e io in questa vacanza non ne voglio davvero mezza di “omini” tra i piedi… E’ la mia vacanza improvvisa e solitaria…”
Così riduco al minimo la comunicazione e attendo il fatidico giorno… Ma qui inizia tutto ciò che mai mi sarei potuta aspettare….
Appuntamento a Padova Ovest… mio papà accompagna in auto noi due fanciulle e ci scarica al parcheggio… dopo poco arriva lui… scende dall’auto, ci guardiamo, ci presentiamo, e la prima cosa che noto sono i suoi occhioni chiari dallo sguardo intenso… Salgo in macchina, sul sedile posteriore, e qualcosa mi dice che quegli occhi sarebbero stati la mia rovina… Cerco di allontanare quella tremenda ipotesi… ma nel corso del viaggio lui continua a guardarmi dallo specchietto, e io capisco che anche lui aveva avuto una vibrazione dentro, qualcosa lo aveva colpito di me… In 8 ore di viaggio la spontaneità con cui già ci capivamo era incredibile… sul momento non me ne stavo rendendo conto, anzi scacciavo ancora nella mia mente qualsiasi ipotesi di “vacanza a due”… quella era la MIA SINGLE vacanza…
lungo il danubio Ma piano piano, sguardo dopo sguardo, arriviamo a Sharding… conosciamo altri partecipanti, andiamo in pasticceria a bere un caffè… ma io e lui eravamo (e lo posso dire solo ora col senno di poi, certo non mi stavo rendendo conto di qualcosa là, mentre tutto succedeva così in fretta…) sempre più soli in mezzo a tutti… Un filo sottile ci univa invisibile...
Dopo la doccia, nella mia stanza singola, scendo per cena… c’era un posto vicino a lui… il filo si tesseva sempre di più… una cena in cui non ho mai riso così tanto e uno sguardo che mi stava stregando pian piano… Da parte sua… le stesse sensazioni…
Dopo cena nessuno del gruppo aveva la forza di uscire… Noi ci guardiamo, fuori diluviava… ma non potevamo andare a letto alle 21 come gli altri…!! Ci siamo detti subito: “Se questo è il gruppo siamo a posto!!” Così con un piccolo ombrellino cerchiamo un locale: unico pub a Sharding: dentro eravamo noi e la barista! Due birre, una coca cola… un’armonia che cresceva… Una complicità sempre più intensa, un feeling naturale… Passioni che ci univano, sguardi che si incrociavano, tante cose in comune… Poi la buona notte, un sms promesso che non arriva… ma alla colazione quell’armonia era di nuovo lì, presente, in continua crescita… e quel filo ci legava sempre più…
Dopo poco… Pronti e via… Si parte… Sotto un diluvio da pazzi si parte per il nostro giro… Se per gli altri è stato traumatico, per me invece è stata una sensazione unica ed indimenticabile… L’emozione di stravolgere quello che si fa normalmente, l’emozione di essere libera di fare una pazzia… Il ricordo di quando ridevo dei ciclisti che incontravo la domenica mattina per strada, anche sotto la pioggia, e la consapevolezza di esserci io invece, questa volta…nella stessa paradossale situazione!!! Che ridere!!!
E poi l’emozione di affrontare la natura, così come si pone davanti a noi, e la voglia di entrare in sintonia con essa… E oltre a tutto ciò… quell’armonia che stava crescendo tra me e lui…eravamo già in due in quell’avventura, anche se io non me ne rendevo ancora conto… Il filo ormai era una tela già ben tessuta…
Trascorro una delle giornate più belle della mia vita… riso, sguardi, parole, gesti, contatti, una carezza… ero libera, sotto la pioggia, in mezzo alla natura, infreddolita dall’acqua, ma riscaldata da un batticuore che non capivo e non mi spiegavo, ma che cresceva dentro di me… Ero estasiata, mossa da un crescendo di emozioni e di vibrazioni di cui non mi sono resa conto, e che ancora adesso non so spiegare… Tutto naturale e spontaneo come il corso di un fiume in piena… come il Danubio di quei giorni…
Una giornata intensa come poche nella mia vita… E una sera in cui volavo a 10 metri da terra… Si, invece di essere stremata dalla fatica come il resto del gruppo avevo una forza dentro che mi teneva sollevata da terra… Mi appoggio sui divanetti dell’albergo, lui è lì vicino a me… una chiacchera con la nostra mitica guida… Poi restiamo soli… e… dopo poche ore (a me sono sembrate tali perché volate via a 1000 km all’ora…) una sveglia che suona ma che mi trova già sveglia… con gli occhi spalancati… Un sonno tremendo, ma un’energia interiore che mi avrebbe fatto scalare montagne… La mia vacanza era cambiata, non ci credevo, ma non vedevo l’ora di viverla tutta così come mi si era offerta…
E’ stata la vacanza più bella mia vita… quell’armonia cresceva sempre più, fino a diventare magia… fino a diventare fiaba… ma le fiabe hanno una fine… mentre la mia non l’ha avuta….
Il giorno del ritorno, al parcheggio dove mio papà è tornato a riprendermi, avevo un po’ di paura, ma qualcosa mi diceva che non sarebbe finita lì… era stato tutto TROPPO SPECIALE…
E infatti ecco una chiamata, altri 5 giorni di ferie insieme, ed i km che iniziano ad aumentare sul contachilometri della mia auto… Bologna Padova-Padova Bologna… è una magia che tuttora mi stupisce, e che abbiamo deciso di riportare in Austria il prossimo agosto, sui laghi della Carinzia… Forse nemmeno Jonas poteva immaginarsi una simil avventura!!!
Chiara




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