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Berlino, trasparenze e ricordi
di Daniela di Asti, ottobre 2006
Berlino Est, Berlino Ovest, da quale parte mi trovo? E’ una domanda che mi pongo ogni volta che percorro una strada, mi fermo in una piazza, mi guardo intorno per cercare punti di riferimento, osservo le case, i palazzi, i monumenti…. Dovunque trovo tracce di un passato che non si vuole cancellare, la memoria di un tragico ricordo tuttora vivo in chi ha vissuto e vive in questa città. Mi approprio, pedalando lentamente, di ogni suo angolo e vicolo, delle facce nei locali gremiti, di una nuova architettura sfavillante con la sensazione di essere “padrona del mondo”, di quel mondo. Sui resti di rovine e distruzioni è stata ricostruita una nuova Berlino fatta di specchi, di cristalli e acciaio, trasparenze sovrapposte che riflettono il calore del giorno e le luci della notte. Luce che rivela un ritorno alla vita di una città ferita nei cuori e nella dignità. Man mano che salgo a spirale la cupola del Reichstag, appare tutta intorno a me la città, bellissima ed immensa. Individuo, nel buio della notte, la stazione di Friedrichstrasse che esplode in un gioco di luci laser intermittenti, Potsdamer Platz illuminata dai colori che partono dal blu e sfumano nel viola, rosa e lilla, la torre televisiva simbolo di un Est scomparso…. Mentre discendo, cerco la mia immagine spezzettata dalle migliaia di tessere a specchio che rivestono i due coni centrali della cupola. Ritorno nelle strade e trovo segni che giovani artisti hanno lasciato sui muri e ed impalcature, porte, saracinesche… Collages e graffiti, marchingegni mobili in ferro e bulloni, spray e vernici ovunque… Basta un piccolo locale recuperato per raccontare le sensazioni e le percezioni sprigionate da questo luogo… Lo spazio pubblico diventa espressione… Un città in movimento…Timore che l’immobilità rinnovi i lontani ricordi? Berlino deve andare avanti, lasciarsi il muro alle spalle e costruire il futuro. E se con l’ abito nuovo volesse far riemergere la grandezza dei fasti perduti? Anche io, quando cerco le mie tracce, rinnovo il ricordo che anche se triste, mi intenerisce e mi conferma che sono esistita …ma non lo coloro , non lo voglio abbellire e nemmeno voglio riconquistarlo… E non per questo lo dimentico e lo porto sempre con me, bello o brutto che sia. Mi appartiene, ormai.
Daniela
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