Le dritte di Jonas
Berlino a Ferragosto
Proponi a un amico di visitare questo sito
di Paola, agosto 2007

berlino in bici Berlino la settimana di ferragosto? Mi è parsa una buona idea per evitare quei giorni di caos e caldo; in bici ? non sono allenata , ma posso provarci. Quindi convinta, ma non entusiasta! Ed invece la sorpresa inizia dal taxi che ci stava portando in albergo. Curiosando qua e la, nonostante il tempo ci avesse accolto con una leggera pioggia, mi sono meravigliata come la zona intorno all’aeroporto era verde, pulita ed armonica. Poi ho scorto il fiume ed una villa stupenda che vi si affacciava; ma è proprio tutta così questa città? Ancora meglio.
Dopo aver incontrato le nostre guide (Marco e Pietro) ed aver avuto le informazioni sui giorni da trascorrere insieme abbiamo fatto una passeggiata nei dintorni. Carino si, ma nulla di più e quindi, le mie prime idee venivano infrante.
Primo giorno, pronti alle 9, saliamo sulla metro per andare a scegliere le bici che ci accompagneranno in questi giorni. …………. e tutto ricomincia da li .
Ho voluto una bici da passeggio con il cestino dietro e mi sentivo gia integrata in quei luoghi. Ero anch’io come i berlinesi, zainetto nel cestino e via lungo le piste ciclabili. Che meraviglia: spazi enormi, pulizia, traffico inesistente, verde, tanto verde.
Pedalando lungo l’itinerario deciso da Jonas mi scoprivo sempre più convinta di aver scelto Berlino e la loro proposta in bicicletta.
Ecco la zona degli uffici governativi, tutta a vetri ed ultra moderna, e poi accanto il Reichstag , ma quello è antico; che miscuglio! Si, questa città è un susseguirsi di maestose opere del passato ed imponenti costruzioni moderne. Qui la ricostruzione è avvenuta in modo armonico e l’accostamento è particolare; tutto sembra immobile, ma al tempo stesso tutto scorre velocemente.
Un po’ più a destra c’è la porta di Brandeburgo con tutta la sua storia, ma è ora di salutare il gruppo. Io ed il mio compagno decidiamo di trascorrere il pomeriggio nel parco, al centro città. . E’ enorme, le persone si sdraiano sull’ erba per leggere, chiacchierare o semplicemente per schiacciare un pisolino. Ci facciamo contagiare e ci adagiamo sotto un albero; che buon odore, che silenzio, si sentono solo gli uccellini, ma dopo esserci riposati ricominciamo il nostro giro. Prati, alberi e stagni con gli anatroccoli che salterellano su chiazze di ninfee bianche o rosa. E’ bellissimo e mi sento proprio bene.
La sera decidiamo di fare quattro passi, sempre nella area circostante l’hotel, ma questa volta, forse anche meno stanchi della sera precedente, ci accorgiamo che è piena di localini graziosi, viva, movimentata e i palazzi hanno dei magnifici balconcini fioriti.
Per il secondo giorno la pedalata è sempre all’interno della città. Viali enormi, monumenti da fiato sospeso, otto cortili magnifici che si schiudono uno dopo l’altro e ristrutturati offrono, ai piani terreni, le creazioni più varie dei giovani stilisti emergenti di Berlino . Vorrei soffermarmi, ma il giro continua e quindi mi riprometto di tornarci nei giorni liberi a nostra disposizione .
E’ sera, sono stanca e non mi va di uscire. Che fare? Ne approfitto per leggere la guida della città nelle parti che descrivono i luoghi visitati e per far riaffiorare le immagini più significative di quei due giorni splendidi.
Il terzo giorno è arrivato ed anche la preoccupazione di pedalare per circa 25-30 km prima di raggiungere la meta. Siamo tutti pronti , ma non appena inizia la discesa al lago veniamo bloccati. La strada è chiusa , ci sono macchine ferme e persone che parlano, ma niente di preoccupante, stanno girando la scena di un film poliziesco, tipo l’Ispettore Derrik. Pochi minuti e si ricomincia con una discesa ripida e poi con la salita, ma qui comincia il bello. Siamo entrati in un bosco fitto, costeggiamo il lago, il percorso è a tratti sabbioso, ma lo scenario è qualcosa di indescrivibile. Alle volte ci fermiamo per ricompattare il gruppo ed io ne approfitto per riempirmi gli occhi e scattare alcune foto. Nel frattempo ha cominciato a piovere, ma nessuno sene cura; si escono i k-way dagli zaini e si continua con l’allegria di sempre.
Arrivati a Potsdam, nel primo pomeriggio, ci si pone l’alternativa: visitare la cittadina o il parco di Sans-souci con il palazzo vecchio e la nuova residenza, l’antico mulino , la casa cinese, etc . Noi due optiamo per la seconda e visto che abbiamo solo un’ora e mezza, prima del rientro, ci inoltriamo nel parco con le bici. Siamo oramai un tutt’uno con loro, non le abbandoniamo mai, ma ci permettono di vedere quasi tutto. I particolari forse sfuggono , ma scattiamo tante foto così, nel tempo, potranno aiutarci a tener vivi i ricordi.
A metà vacanza non sono in grado di esprimere una preferenza per la città o la gita fuori porta, ma ogni giorno mi sono ritirata in albergo con il sorriso e la soddisfazione di aver trascorso una giornata interessante.
Il compito di Jonas è finito ed il gruppo si scinde in gruppettini per continuare la settimana. Noi ci siamo divertiti molto ed intendiamo continuare ad andare in bicicletta. Servendoci della cartina prepariamo un nostro itinerari; escludiamo sia la metro che i musei, insomma tutti i posti al chiuso.
Il nostro girovagare ci permette di approfondire e rivedere alcuni dei posti già visitati, ma soprattutto di sentire nostra la città; le strade, le chiese, le piazze ora sono familiari e sfrecciamo veloci su e giù per i ponti.
Il lungo fiume è ricco di incontri: runner, padroni che giocano con i loro cani, panchine su cui, le signore più anziane, si riposano leggendo un buon libro, ed ancora piante, battelli turistici, mamme con passeggini, tutti immersi in una tranquillità appagante.
Altre due giornate intense, vissute fino alla mezzanotte e scandite, come sempre, dalle nostre pedalate. I luoghi vissuti con la luce assumevano un’altra veste con il buio e sembrava di essere in un’altra città. Zone confusionarie e fortemente illuminate dai grattacieli e dai locali si alternavano a luoghi più silenziosi dove era interdetta l’auto e portici e viuzze ciottolate venivano illuminate con lampioncini dalla luce soffusa. Che emozione vivere Berlino di sera!
Il sabato, dopo una scappata al mercatino delle cianfrusaglie, decidiamo di andare allo zoo; io sono un po’ reticente perché non amo gli animali tenuti in gabbia ed inoltre, avendoli visti quindici giorni prima durante un safari in Kenya, liberi nel loro habitat, non pensavo di entusiasmarmi.
Mi sbagliavo; ci sono ben 13.000 esemplari che vivono senza sbarre, coccolati e nutriti da personale attento e premuroso; specie mai viste, inserite in contesti a loro familiari. Dopo circa cinque ore di camminata ci siamo resi conto che avevamo girato l’intero giardino zoologico (18 km) senza tralasciare alcun zona. Non ci siamo nemmeno accorti che erano trascorse tutte quelle ore, solo i nostri piedi ci urlavano di essere stanchi, ma la curiosità di vedere tutto ci aveva spinto ad andare avanti.
Potrei soffermarmi su mille particolari, raccontare di momenti singolari, ma non basterebbero a trasmettere l’emozione e la sensazione di benessere che ho provato durante questa vacanza.
Berlino è davvero una città meravigliosa.




Paola




Jonas by Circolo Viaggi - Corso Padova 145, Vicenza - Tel. 0444.303001 - Fax 0444.314879 - @mail: info@jonas.it - Orario: 9-19 (lun. - ven.)
Chatta con me
Sitengine - Telemar Copyright ©2005-2012 Circolo Viaggi srl - sitemap