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Vacanza in bici a Budapest
di Valeria, Luglio 2004
Allora vi racconto un po' di Budapest cosí vi vien voglia di vederla, quando torno magari non trovo le parole o parleremo di altro. Budapest è la citta più bella che io abbia mai visto: è un mix tra Parigi, Vienna, Londra, ma soprattutto è molto molto Palermo, è il nord ed è il sud, è l'est ed é l'ovest d'Europa. Proprio cosí. Non é magica, come mi era stato detto, é liberty, naif, quindi leggera, ma impregnata di storia, densa di tradizioni e sa essere allegra e sa essere triste. Rimane nei tratti ancora socialista, ma negli stili di vita sa essere anche molto occidentale e sprecona. E' varia, ogni angolo una sorpresa, è una zingara ecco, ma colta e comunista e bellissima ed affascinante. Il traffico è quello di Palermo, l'aria la stessa, un po' scanzonata, ma subito, a differenza della cugina siciliana, si fa seria e dura. Come è possibile ciò? Il segreto sta nella gente, credo: immaginate i volti delle vecchie foto dei nonni o degli zii piú avanti con l'etá, di quando erano giovani, ecco quello è lo sguardo di molti, limpido, semplice, il viso è ruguso di chi ha fatto fatica. Introversi, cortesi, silenziosi (anche al mercato) ma ti sanno indicare la strada e se non sanno l'inglese te lo spiegano a gesti e ti sanno accompagnare, se uomini ti cedono il passo e ti portano la valigia. Ti sorridono, non ridono, non chiaccheroni o viscidi, una gentilezza fine a sé stessa. Poi ci sono anche gli zingari e molti poveri e molti barboni lungo le strade, in metró ci sono donne che vendono mazzi di lavanda e fiori ai bordi delle strade. Le nuove generazioni. Quelle che hanno visto la caduta del muro mantengono molto di quanto vi ho detto, un pó più distanti ed orientati all'occidente e purtroppo ai nostri lati peggiori (ci sono tantissimi Mc Donald e sorrisi sciocchi) quelle sucessive. Budapest è magica ma solo se vista dalla collina di San Mattia, cosí bellissima e adagiata sul Danubio. Lí c'é la favola, ma non giú dove c'é la vita, facile e difficile. Giú c'é il Gellert e i suoi bagni termali, ma qui non ci sono tante parole da dire, dovete venire, farvi spogliare e diventare un pó ungheresi pure voi, quindi dimenticare il nostro mondo perfettino. Ancora la sinagoga piú grande d'Europa ed il mercato coperto con file e file di peperoncino appeso lí ad essiccare in contrasto con il bianco dell'aglio. Ed ancora il lento e maestoso e tranquillo Danubio sempre lí, punto fisso ed ancora la piazza degli eroi e la Galleria Nazionale, sicuramente vi troverete una mostra di un pittore famoso il cui biglietto costa poco perché qui la cultura é ancora importante: io ho visto Miró e Picasso Budapest è bella con il sole. Budapest è bella con la pioggia. Ci si perde e ci si ritrova, ma diversi, forse un pó piú tristi ... forse perché si é qui solo di passaggio.
Valeria
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