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Il piccolo popolo
di Sebastiano, Novembre 2004
Ogni volta che l'Uomo ha incontrato un ambiente naturale ha iniziato a studiarlo, scomporlo, utilizzarlo, ed ogni volta ha percepito l'esistenza di altri Popoli, di altre creature che vivono assieme a lui, nello stesso luogo, ma sempre un po' pių in lā, un po' prima, un po' dopo. La certezza dell'esistenza di questi esseri, assieme allo stupore nel vederne le opere senza incontrarli mai, ha dato adito a innumerevoli discussioni, congetture, racconti, leggende e paure, seduti attorno al fuoco cercavamo di colmare la nostra solitudine e capire l'indifferenza di quel Popolo verso di noi. Si č passati dai rapporti stupiti e cordiali all'adorazione e al dileggio, per finire nella maldicenza e nella menzogna. E cosė il Piccolo Popolo, presente un po' dappertutto, ha scelto di andare un po' pių in lā, un po' prima, un po' dopo, per non avere a che fare con noi, la Gente Alta. Sulle nostre Piccole Dolomiti č certo, o almeno si racconta, che vivessero molte Fade, le quali si nutrono dell'essenza dei fiori, volano a cavallo di fasci di luce e con potenti bacchette di nocciolo possono avverare qualsiasi desiderio. Se fatte arrabbiare, le Fade possono diventare cattive e dispettose, ma sono cosė fragili che basta negare la loro esistenza per farle cadere gių morte stecchite. Anche l'Omo Salbego era comune: era parente dello Yeti Himalayano, viveva in luoghi remoti e inaccessibili e prima di venir scacciato dai nostri antenati sembra abbia insegnato loro come allevare le api, conciare la pelle ed andare a caccia. L'Orco ha resistito per innumerevoli ere, braccato ed osteggiato da tutti a causa della sua abitudine di vivere nelle grotte e di girare di notte. Indubbiamente il suo aspetto e la sua andatura da grosso cane non gli hanno giovato e nemmeno lo strano potere legato alla sua "pčca", che se calpestata ti porta via lontano in un altro mondo, dove giri e giri senza ritrovare mai la strada di casa. Molto pių comune era il Salbančlo, una creatura delle dimensioni di un bambino ma con la faccia da vecchio, girava nudo d'estate e d'inverno si copriva con un cappuccio rosso. Questi fu amico dell'uomo per moltissimi secoli, protettore di alberi e boschi, fratello di ogni animale col pelo, tant'č che convinse le vacche ed i cavalli a vivere con gli uomini. Fu lui ad insegnare all'Uomo i segreti del latte: come ottenere la panna, il burro, il formaggio e la puina. Arrivato al quarto segreto, l'Uomo lo trattō cosė male che il Salbančlo fuggė senza svelare il quinto e ultimo segreto: come ottenere la cera dal latte. Da allora č guerra aperta, fatta nelle maniere innocenti dei bambini in quanto il Salbanelo non č capace di fare del male. E cosė č lui che fa smarrire i viandanti nella nebbia o sposta gli attrezzi in angoli nascosti della casa, ed č sempre lui che, di notte e nelle stalle, annoda le code delle vacche o le criniere dei cavalli. Ma le creature a noi pių note sono le Anguane, regine di grotte, sorgenti e torrenti, belle, buone e terribili, capaci di apparire come splendide ragazze o trasformarsi velocemente in salamandre, rane, bisce o libellule. Per millenni sono state adorate e riverite, prima apertamente e poi, con l'arrivo della Chiesa, in gran segreto. A loro si chiedeva la pioggia e la gravidanza, l'amore o il coraggio per l'attraversamento di un torrente impetuoso. Poi vennero i missionari e dissero che erano figlie del demonio, e cioč dell'Orco. Ci volle tuttavia una guerra aperta con tanto di polvere da sparo e un generale di tutto rispetto, come San Carlo Borromeo, per far saltare le loro grotte pių famose e farle sparire nell'accusa dei crimini pių orrendi. Cosė fino a pochi anni fa, se qualcuno le ha viste era mentre lavavano lenzuola e le stendevano sui rami degli alberi, ad asciugare nelle chiare notti di luna piena, o mentre davano un po' di conforto a qualche ubriaco rotolato nei campi avvolto nel suo tabaro. Ora, da quando noi crediamo solo nelle marmoree sicurezze propinateci dal progresso e i bimbi vanno a letto dopo i cartoni, le creature del Piccolo Popolo si sono spostate un po' pių in lā, un po' prima, un po' dopo. Ma a volte ritornano ...
Sebastiano
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