Le dritte di Jonas
Il corpo che viaggia
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di Lucio Tancredi, Novembre 1999

Nell'era di internet come cambia l'idea che abbiamo dell'esperienza 'viaggio'? Esperire. L'esperienza del viaggio non corporeo possibile pre-internet era il viaggio chimico. Ancora adesso ha un particolare significato la frase "mi faccio un viaggio", nonostante le differenze generazionali. Con la mente, in compagnia o da soli.
Ora con internet faccio un salto a Parigi, dentro al Louvre. Parto fra cinque minuti e fra mezz'ora sono di ritorno. Oppure basta inserire il cd-rom giusto, cliccare e via. Che forte, ganzo, eccezionale, super ... tutti l'abbiamo detto la prima volta e la prima volta non si scorda mai.
Ma io quelle stanze le ho visitate per davvero! Il mio corpo era là, tra quel quadro e la tappezzeria, che schermata fedele però! E con me c'era altra gente che camminava o faceva la fila, si urtava o si cedeva il passo, il posto. Ci si dava di spalle, vociava, sussurri e respiri e sospiri e odori. Il mio corpo al Louvre o in ogni altro posto, godeva della mostra o del luogo, immerso in un blob di sensazioni che qui, solo, davanti ad uno schermo non provo.
E prima c'era il libro: quando si sfoglia un libro illustrato il contatto polpastrello-carta è carico d'erotismo (tu il dito lo lecchi prima o dopo aver voltato pagina?). Qui il dito tocca il tasto del mouse. Al massimo ci si eccita per le immagini, ma quelli sono altri cd-rom. Quando si viaggia senza il corpo, si usa solo la vista ed un po' l'udito. Quando si viaggia per davvero usiamo tutti i cinque sensi ed è davvero uno sballo totale. Quel ristorantino di Barcellona lo ricordi per l'insegna o per il gusto della paella? E la mostra alla Tate Gallery per il caffè lungo o per i colori dei quadri? Se rileggi su un vecchio taccuino di viaggio: "Visita all'azienda vinicola" la pagina odora ancora di mosto. E il tramonto sull'Oceano? Chiudo gli occhi e si risente la risacca. Poi ci siamo salutati con un bacio ed una stretta di mano. Ho messo in tasca il suo calore per ricordo.
Si viaggia anche leggendo i luoghi che altri sapientemente ci descrivono con le parole, ma devono saperlo fare bene. La letteratura di viaggio è un genere a sé, ma in romanzi d'avventura spesso ci si imbatte in descrizioni davvero emozionanti. Si emoziona la mente, si viaggia col pensiero: ma il corpo è sempre lì. Insomma io sto dalla parte del corpo che viaggia poco o tanto, in compagnia o da solo, poi tanto ci si incontra. Insomma il viaggio come esperienza totale.
Non fraintendetemi: non sono né contro internet, né contro il multimediale. Va conosciuto bene e bene usato. Non bisogna farsi usare. Se hai un indirizzo e-mail ci teniamo in contatto, ma dopo che ci siamo conosciuti durante un viaggio. Se vuoi ti mando via posta elettronica il mio diario di viaggio "day by day". Se voglio anziché le diapo del British mi porto a casa il cd-rom. Poesia e letteratura. Io tengo per la poesia.


Lucio Tancredi



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