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Chi non vola è un vile
di Matteo Rinaldi, Maggio 2002
Vacanze in aereo? Ecco cosa vi aspetta Affrontare una vacanza in aereo oggi è un'impresa. Perciò non avete alternative: o fate vacanze fuori dal comune, come quelle proposte in questo giornale, oppure cominciate ad allenarvi fin da ora. Ecco quello che può capitarvi ... Lo stress da partenza. Leggete i giornali: scoprirete che il personale dell'aeroporto sciopererà, che se non sciopererà non sarà comunque presente (giocano a calcio), che i radar non funzionano, che se funzionano nessuno li sa accendere, che novanta bagagli su cento si perdono e l'unico che arriva viene sequestrato e studiato all'università. Se passerete indenni questo terribile periodo, vi aspetta la seconda prova. Lo stress da viaggio. Se l'aereo vi fa paura, è certo che all'ultimo momento il vostro Boeing Superlux 3000 sarà sostituito con un trimotore Siae Tigrotto Giardinetta. Se amate stare al finestrino, sarete sistemati, causa overbooking, nella stiva, e finirete dispersi assieme ai bagagli. Se non vi importa nulla di tutto questo, il vostro vicino di posto sarà un arabo loschissimo con un inquietante rigonfiamento nei pantaloni. Viaggerete nel terrore, per scoprire poi che era un albergatore di Bressanone, abbronzato e superdotato. Lo stress da arrivo. Messi i piedi a terra, scoprirete che il peggio deve ancora arrivare. Il vostro bagaglio arriverà curiosamente subito, ma al posto delle camicie troverete quindici clandestini in fuga dallo Sri Lanka e una partita di cocaina dalla Colombia. Se riuscirete a far perdere le vostre tracce alla mafia e ai cani antidroga, dovrete raggiungere l'uscita passando obbligatoriamente (negli aeroporti adesso è così) per un centro commerciale di 15 milioni di metri quadrati. Se dopo sei giorni non siete ancora al reparto intimo, siete dei veri esploratori. E proprio mentre starete uscendo per godervi la vostra vacanza, sarete bloccati da due agenti in divisa, portati nelle segrete dell'aeroporto e selvaggiamente pestati per tre giorni e tre notti. Alla fine vi chiederanno scusa per l'equivoco: è colpa dell'albergatore di Bressanone, che insospettito dal vostro fare circospetto, vi aveva denunciato alla polizia.
Matteo Rinaldi
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