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Croazia: Quarnero
Cosa troverete in questa vacanza: Croazia in barca a vela, Quarnaro, Quarnero, sloop, Unie, Unije, Sansego, Susak, Lussino, Losinj, San Pietro Ai Nembi, Ilovik, Premuda, Selve, Silba, Melada, Molat, Ulbo, Olib, Osti, Ist, Cherso, Cres, Brioni, turismo vela
A grandissima richiesta una vacanza a vela di 2 settimane, veleggiando alla scoperta delle più belle isole nell'arcipelago della Dalmazia settentrionale.
LA VACANZA Hai mai pensato di fare una vacanza da favola in barca a vela? Navigare e visitare isole completamente diverse una dall'altra per paesaggio, coste, baie e vegetazione. Se questo pensiero ti affascina cosa aspetti, sappi che presto può diventare realtà. Non è importante se non sai regolare drizze e scotte o manovrare a vela. Accanto a te ci sarà uno skipper professionista che ti può insegnare a capire come e perché si naviga a vela, come si traccia una rotta, come si usano gli strumenti di bordo, come si fanno i nodi, in cosa consiste l'arte marinaresca, assaporando anche la navigazione in notturna, le stelle, il cielo, i fari. Il tutto sempre rispettando il mare e la natura e … il dio Eolo.
10 ISOLE IN 2 SETTIMANE Si parte da Trieste, si veleggia lungo l'Istria e si attraversa il Quarnero con una navigazione in mare aperto. Poi comincia un lento e piacevole peregrinare quotidiano da un'isola all'altra: Unie/Unije, Sansego/Susak, Lussino/Losinj, San Pietro ai Nembi/Ilovik, Premuda, Selve/Silba, Melada/Molat, Ulbo/Olib, Osti/Ist, Cherso/Cres e Brioni.
INFORMAZIONI UTILI Imbarcazioni: sloop di 11-13 mt con sistemazione in cabine doppie e dinette. Bagno a bordo. Indirizzo per l'imbarco: sarà fornito al momento dell'iscrizione. Partenza da Trieste o porti limitrofi. Date di partenza: 30/5, 13/6, 27/6, 11/7, 25/7, 8/8, 22/8, 5/9. Durata: 13 giorni con 12 pernottamenti, da lunedì mattina a sabato pomeriggio della settimana successiva. Partecipanti: barche da 4-6 persone più equipaggio. A bordo: skipper/cuoco. Quota individuale: 800 Euro + 10 Euro quota tessera. Comprende: sistemazione in cabine doppie, programma di navigazione, materiali turistici, assicurazione sanitaria e bagaglio. Non comprende: viaggio fino al luogo d'imbarco, cambusa e quanto non indicato alla voce "la quota comprende". Per le spese di equipaggio ovvero skipper/cuoco e le spese di carburante si versano in loco al momento dell'imbarco Euro 400 a testa. La cambusa è il cibo che serve per pranzi e cene e viene scelto e acquistato da tutti i partecipanti il primo giorno. Per due settimane la cifra è circa di Euro 100 a testa.
PROGRAMMA: Lunedì: in mattinata imbarco a Trieste, cocktail di benvenuto, sistemazione a bordo, poi tutti assieme a far cambusa. Fuori per la prima veleggiata e per prendere confidenza con la barca e con il mare. Martedì: rotta sud, disbrigo delle pratiche doganali e arrivo a Rovigno, forse la più bella cittadina della costa istriana con il campanile di Santa Eufemia che sembra quello di San Marco. Mercoledì: da Rovigno a Unie. Si costeggia l'ultima parte dell'Istria fino al faro di Capo Promontore e quindi si attraversa il golfo del Quarnero. Dopo alcune ore di navigazione, la punta estrema della penisola istriana si dissolve alla vista, ma si avvicina quella stupenda dell'unico paesino dell'isola di Unie con le sue casette incastonate sulla parte occidentale. La gioia amena di questo posto tranquillo fa dimenticare la vita di tutti i giorni: qui vivono solo 150 anime. Ancorati in baia con poche bracciate si nuota verso la terra con maschera e pinne per guardare il fondale. Narra una leggenda di questo posto che un giovane pescatore in una notte serena mentre pescava, udì un canto delizioso proveniente dal fondo del mare, fu talmente inebriato che si tuffò. Era una bellissima sirena che lo chiamava e se lo portò via. Un mattino di molti anni dopo questo pescatore ormai vecchio si ritrovò sulla spiaggia e poté raccontare agli isolani la sua meravigliosa avventura, raccontò come le "donne di mare" cuociono il pane in fondo al mare e cullano con amore questi giovani pescatori e marinai. Non spaventarti, se sei una donna: si racconta pure dell'uomo di mare che con le sue musiche faceva lo stesso con le fanciulle. Alcune trascorrevano le notti d'estate sulla spiaggia guardando le stelle e … isole croazia a vela Giovedì: da Sansego a Lussino. La navigazione prosegue verso la piccola isola di Sansego, un blocco di sabbia alto 100 metri ormai solidificato. Isola di tradizioni antiche: le donne ad esempio usano i loro tradizionali costumi tutti i giorni. Questi abiti sono immutati da secoli, colorati per le giovani e neri per quelle meno giovani, estate ed inverno sono sempre uguali e sotto le gonne ci sono 3 sottovesti. Anche Sansego ha tante leggende, una delle quali recita così: quando i venti forti di bora o di scirocco soffiano sull'isola, questa si scuote tutta perché, si dice, che essa poggia su quattro denti, detti della nonna, ma due di questi per la vecchiaia sono rotti perciò alla fine la terra poggia solo su due. E le onde s'infrangono tanto forte contro le rocce che si odono gli spiriti e le grida dei marinai veneziani e dei pirati che tornano a battersi con le loro spade e le loro grida per conquistare quel tratto di mare. Il paesino di poche case si divide tra il piccolissimo porticciolo e la sommità dell'isola, dalla quale si gode un meraviglioso panorama delle isole vicine. Non per retorica, ma dell'Isola di Lussino ne abbiamo già sentito abbondantemente parlare, delle sue bellezze, delle sue pinete, delle sue cittadine più importanti: Lussingrande e Lussinpiccolo, dove si attracca lungo i pontili pieni di vita. Venerdì: da Premuda a Isto. Premuda è un'altra isola quasi deserta, circa 100 abitanti: il paese dal mare non si vede perché si trova arroccato sulla sommità della stessa. C'è un minuscolo porticciolo, si ancora in uno stretto canale di mare tra questo porto ed un lungo scoglio con spiaggia di ciottoli e acqua limpidissima. Con un po' di fortuna si possono vedere le aragoste. Poi prua su Isto che, come Guadalupe ai Caraibi, ha la forma di una farfalla che sta volando verso nord. La chiesetta aspetta: in 20 minuti si raggiunge la vetta su un sentiero panoramico contornato di salvia e timo. Dalla cima oltre alla catena dei monti Velebit, si scorgono Zara e le prime Incoronate, dalla parte opposta le isole dei pettini con la loro peculiare morfologia, brulle, rocciose e disabitate. Sabato: veleggiando tra scogli e isolotti si arriva a Molat, ci sono due paesini, uno ha un campanile inconfondibile, è di colore arancio. L'altro è Brgulje: piacevole è risalire a piedi l'antico paesino, circondato da ulivi, dove si respira proprio il lento progredire del tempo, tipico di tutte le isole. Entrando in fondo alla baia riparata da tutti i venti provenienti da nord c'è un'isoletta del diametro di 200 metri ricoperta di pino nero attorniata da un fondale di sabbia nel quale si ormeggia. Il resto si può solo immaginare: la sera guardando la baia dalla terrazza della trattoria di Janko e assaporando il pesce da lui pescato.
Domenica: da Olib a Selve. Navigando verso nord si getta l'ancora in un fondale polinesiano su 3 metri di acqua. L'isola di Olib, un'isola bassa snobbata dal turismo data la sua vicinanza con Selve. Ogni medaglia ha il suo rovescio, pure Olib ha i suoi segreti: nel 1400 la Repubblica di Venezia affittò l'isola a famiglie di Zara, nel 1480 i profughi della terraferma fuggiti dall'invasione turca si rifugiarono lì e trasportarono un crocifisso ancora conservato nella chiesa di Sant'Anastasia. In quest'isola fino al 1900 esisteva ancora il sistema feudale, l'unico ancora in vita dopo l'abolizione in tutta Europa nel 1848. Finalmente il 13 maggio del 1900 gli isolani acquistarono l'isola e si liberarono dalla schiavitù. Poi rotta sull'isola di Selve, un'altra stupenda isola ricoperta di lecci e querce, dove si pernotta in una deliziosa rada. Si raggiunge a piedi, attraverso un boschetto di roverelle, un paesino abitato solo da pescatori e marinai. Selve aveva un tempo la più gran flotta di navi dell'Adriatico e con l'avvento dei bastimenti a vapore perse questo suo privilegio. Nei pochi anni a seguire la flotta si estinse. Lunedì: rotta a nord-ovest verso San Piero ai Nembi. Dopo gli Illiri ed i Romani, furono i monaci benedettini ad abitare queste due isolette ricoperte di fiori, ulivi e fichi. Ci sono delle sorgenti di acqua, rara da queste parti; è vera soddisfazione poter bere dalla fontana nella piazza della chiesa. Si pernotta in un canale con l'acqua di una limpidezza estrema, stretto tra due isole: gli Asinelli e San Pietro ai Nembi. Martedì: navigando nel tratto di mare ad oriente dell'isola di Lussino, si arriva ad Ossero/Osor sull'isola di Cherso, Le origini di Ossero risalgono al Mesolitico passando dal Bronzo al Ferro. Nell'antichità si contavano 20.000 abitanti, ora non si arriva a 100 ! Da questa città transitavano tutti i velieri diretti a Venezia e si svolgeva un enorme traffico di mercanzie. Passeggiare tra queste rovine fa ripensare a come si era un tempo. Si rivive per alcuni minuti, con la barca, il passaggio dei velieri attraverso uno stretto istmo dopo l'apertura del ponte girevole. Mercoledì: da Ossero a Brioni. Navigando lungo la costa dell'Istria ad un certo punto, in lontananza si scorgono tanti alberi verdi su un'isola contornata da spiagge e coste rocciose disposte a terrazze sul mare, gli alberi sono i lecci e ulivi secolari di cui il più vecchio ha 1400 anni. Ci sono animali in libertà, daini, cervi, lepri, caprioli; ci sono dei resti ben conservati di ville dell'epoca romana e bizantina, si può girare solo a piedi o in bicicletta e fare il bagno in una spiaggia solitaria anche in pieno agosto. Questo paradiso terrestre si chiama Brioni. L'incontaminato arcipelago costituito da 14 isole è oggi Parco Nazionale di notevole interesse archeologico oltre che naturalistico e dalle cave di queste isole fu tratta la pietra con cui furono costruiti alcuni dei palazzi di Venezia. Giovedì: rotta sulla bella Parenzo, cittadina costruita su una piccola penisola, qui la basilica Eufrasiana in puro stile bizantino con mosaici in oro, alabastro e madreperla. Venerdì: sempre rotta nord verso la Penisola di Salvore. Si costeggia un pezzo di costa slovena e si dà fondo all'ancora a Pirano, deliziosa cittadina di impronta tipicamente istriano-veneta: qui si trascorre l'ultima calda notte della vacanza. Sabato: rotta decisa alla volta del Golfo di Trieste, si rientra nelle acque territoriali italiane dove si è in tempo per un ultimo bagno prima dello sbarco pomeridiano.
INFORMAZIONI SUL VIAGGIO: Imbarco e sbarco da Trieste o porti limitrofi. Si raggiunge Trieste da qualsiasi città d'Italia e con qualsivoglia mezzo di trasporto. Per organizzare il tuo viaggio clicca qui!
Commento: si potrebbe parlare ancora di altre cento isole e decine di baie e porticcioli, ma qui c'è sempre qualcosa che non si conosce; si potrebbe passare una vita tra queste isole senza aver ancora visto tutto!
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