Le dritte di Jonas
Sailing in Corsica
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di Matteo, Agosto 2009

Sailing in Corsica Tutto inizia con uno scontrino record: la spesa per la cambusa supera quota 500€ e l’equipaggio sente già che prenderà parte a qualcosa di unico, di speciale, indimenticabile. E’,poi, una questione di empatia l’affiatamento che si crea a bordo, lo stare bene insieme fin da subito in spazi ristretti, il giusto feeling che si crea con persone che non conosci, la bellezza di sapersi adattare per il piacere di condividere con altri quei semplici momenti, veri e propri tesori di cui, poi, non vorrai più fare a meno. Come la prima mattina di Cala Rossa a Capraia o la mattina successiva presso Capo Corso, dove il risveglio dal torpore del sonno è un silenzioso tuffo in mare che ti rigenera, ti consegna la gioia del mattino ancor prima del calore del caffè, preparato dai tuoi compagni che un po’ alla volta salgono tutti in coperta per l’abbraccio del primo sole. E’ pura magia quando si naviga. Si spegne il motore e si accende il vento. Percorriamo tutta la costa ovest del “ditone corso”, toccando Centuri e St. Florent, passiamo per l’Ile Rousse fino ad arrivare a Calvì. E’ un’autentica emozione quando per la prima volta vedi la randa e il genoa gonfiarsi di colpo e realizzi che stai andando per mare con la sola forza della natura. E’ un sussulto dentro, uno strepitio di vele che anticipa il sacro silenzio del mare. Nessun rumore, solo vento.
E’ un fatto di gusti a bordo: c’è chi si stende al sole, chi si riposa sotto coperta, chi dà una mano allo skipper nelle manovre o improvvisa la rotta per pochi istanti al timone. Non c’è mai un momento di dissenso, un litigio, uno screzio; la serenità del viaggio è avvolta da una misteriosa complicità che rende il tutto ancor più godibile. Capita anche che ci si debba fermare alcune notti in porto per fare carburante e rifornirsi d’acqua. Si perde il fascino del dormire in rada, ma si fa esperienza dell’elettrizzante entrata in porto e della difficile manovra d’ormeggio, si respira a pieni polmoni la vita di porto, si tocca, non senza problemi di equilibirio, di nuovo terra e per chissà quali alchimie non desideri altro che tornare in mare a farti cullare dal rollio e dal beccheggio della barca. Invertiamo la rotta e prendiamo la via del ritorno, alternando in estrema rilassatezza momenti di navigazione a meravigliose soste presso veri e propri paradisi naturali dove l’acqua assume i colori del sogno. Al tramontar del sole, ci si avvicina ad una caletta, si lancia l’ancora ed è l’istinto più naturale del mondo tuffarsi in un mare caldo che, come olio, ti avvolge, ti lubrifica e ti regala una pace primordiale dalla quale non vorresti mai più fuggire. Dopo cena, poi, si chiacchiera a lume di candela, si beve una birra e si assapora la più straordinaria delle scoperte: la moltitudine di stelle sopra di te. La gioia nell’ammirare tale spettacolo è immensa, grande almeno quanto il loro numero, tanto che ti domandi se ci siano sempre state tutte queste stelle a far da cornice alle nostre notti. E’ puro divertimento quando un pomeriggio si intraprende una regata con un’altra barca di Jonas. A suon di virate, cerchiamo di prendere il miglior vento veleggiando di boline strettissime, manovriamo con estremo entusiasmo, cazzando e lascando alternativamente il genoa, mentre lo skipper al timone orza sempre al limite. Nonostante il fervore agonistico perdiamo la regata, ma capita che tra l’equipaggio ci sia un abile pescatore e una sera riusciamo pure a cenare a base di ricci di mare. Riscopri che le piccole cose hanno un sapore diverso in barca, un gusto semplice, genuino, etereo. Senza accorgertene, dopo le prime interminabili giornate, il tempo scivola via in fretta ed è già ora di tornare. L'ultimo tramonto è da favola, con un mare di seta ad accompagnarci verso Capraia, dove ceniamo in un buon ristorante di pesce, mentre all'orizzonte sul mare imperversa un temporale spettacolare. Si tira tardi come tutte le sere ed alcuni temerari decidono di non dormire data la partenza programmata per l'alba. In dormiveglia nel pozzetto, si dà una mano allo skipper nelle manovre, si cerca di riposare e c'è pure chi approfitta per immortalare in foto un'alba che ha dell'incredibile. E' solo malinconia, quando verso mezzogiorno si arriva in porto a Rosignano e non appena si tocca terra, di colpo, tutta la magia evapora assieme alla brezza marina. Sguardi tristi carichi di malinconia promettono al mare di ritornare, mentre ci si saluta, ci si scambia i contatti e ci si avvia verso l'auto. Il mal di terra, poi, che non ti dà tregua per un po' di giorni è l'ultimo tentativo di quel mondo fatto di vento, mare e stelle di richiamarti fra le sue braccia. Rimangono i ricordi di sale, bruciati dal sole, ma sospinti dal vento di magia e sogno di una vacanza in barca a vela che ti cambia e che ti lascia il segno.


Matteo



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