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Il 16 giugno, per le strade di Dublino, si celebra e si festeggia il Bloomsday
Fonte: viaggi.repubblica.it - 15/06/2010
Tutte le città hanno un odore: di mare, di terra, di fiori, di cibi fritti, di smog. Qualcuno sostiene che Dublino sia la città che più, al mondo, profuma di letteratura. La cultura letteraria ha un ruolo talmente importante nella capitale irlandese che ogni anno, il 16 giugno, si celebra una grande festa, con readings nelle strade e nei teatri, bevute nei pub, balli e concerti, cortei in maschera, dedicata al personaggio di un romanzo. È il Bloomsday, il giorno di Leopold Bloom, protagonista di Ulisse, il capolavoro di James Joyce.
Questa volta, il Bloomsday, sarà una festa molto speciale che durerà fino a settembre, non solo in Irlanda, ma anche in altri Paesi, Italia compresa, perché ricorrono i cento anni dal giorno in cui il romanzo si svolge: il 16 giugno 1904. Joyce pubblicò Ulisse a Parigi il 2 febbraio 1922, dopo molti rifiuti di editori anglosassoni, grazie a Sylvia Beach, americana, proprietaria delle due celebri librerie Shakespeare & Co e La Maison des Amis des Livres, ma scelse il 16 giugno perché era la data del primo appuntamento con Nora Barnacle, la sua amatissima moglie, che allora lavorava come cameriera in un albergo.
Il libro, pensato all'inizio come un racconto all'interno di Gente di Dublino, fu concepito da Joyce durante il soggiorno a Roma, tra l'agosto e il dicembre 1906, come testimonia una lettera scritta al fratello Stanislaus. Lo scrittore irlandese viveva allora in via Frattina, al numero 52, e lavorava a via del Corso, sul lato opposto di Palazzo Chigi, in una banca internazionale. Era poverissimo, possedeva solo un paio di pantaloni, buoni d'estate come d'inverno. L'Ulisse, che si svolge tutto in un giorno, dalla mattina alle 8 fino a notte inoltrata, diviso in diciotto episodi, è il racconto di un viaggio, ispirato nella struttura e nei contenuti, all'Odissea di Omero che Joyce considerava "il più bello e interessante dei soggetti".
Invece che nel Mediterraneo, è ambientato nel microcosmo quasi soffocante di Dublino, dove si muovono tra narrazioni, geniali monologhi interiori e dialoghi, tre personaggi principali: Leopold Bloom (Ulisse), sua moglie Molly (Penelope), che ha una relazione con un altro uomo, e Stephen Dedalus (Telemaco).
Per scrivere il romanzo, Joyce, si fece mandare dal fratello una pianta di Dublino, dove segnò gli spostamenti di Bloom e Dedalus. "Un percorso che sembra tracciato con la matita rossa, di una precisione topografica maniacale", spiega Anne Fogarty, docente di letteratura all'University College di Dublino, lo stesso Istituto dove James Joyce studiò dal 1898 al 1902, "precisione dovuta proprio alla lontananza, all'esilio forzato da una città che lo scrittore, come tutti gli esuli, amava e odiava al tempo stesso. Che era stato costretto a lasciare per mancanza di lavoro e di prospettive, nonostante il momento storico caratterizzato da fermenti letterari nuovi, da una grande tensione culturale e da un'insofferenza sempre più forte verso il dominio britannico".
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