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Tipologia della vacanza: per tutti - Livello difficoltà: facile - Partenze: 23/7; 30/7; 6/8; 13/8; 20/8 - Sistemazione: hotel 3 stelle
Commento: una vacanza diversa in una città dall’anima latina, in una terra con tutte le sfumature di verde. A Dublino vi accoglierà un popolo incredibilmente ospitale con una coinvolgente voglia di vivere e di divertirsi, magari con una pinta di Guinness in mano.
IRLANDA: DUBLINO IN BICICLETTA
LA VACANZA Dublino è senza dubbio il cuore della cultura irlandese e il posto ideale da dove cominciare a scoprire la verde Irlanda, lasciando a casa la fretta per assaporare in tutta tranquillità il centro città e la sua baia, Howth. Un mondo incredibile a pochi chilometri dal centro, un villaggio di pescatori dove passeggiare lungo il porto e fin sul faro tenendo lo sguardo rivolto alle onde per avvistare le foche. Non solo natura ma anche cultura. L'Irlanda è un paese piccolo ma di straordinaria ricchezza umana e letteraria: nomi come James Joyce, Oscar Wilde, Beckett, la musica di Enya e degli U2 sono solo un assaggio del genio di questo popolo!
THE DUBLINERS Una settimana per capire un popolo che vive su un'isola ma è aperto al mondo e alle altre culture. Una settimana tra la "gente di Dublino" per imparare a rilassarsi e a godersi la vita. Contrabbassi, arpe e cavalli per strada. Nelle piazze jazz session e spettacoli teatrali. Nei locali musica e moda. Insomma una città piena di vita e di calore umano. Dublino ha uno spirito latino: qui si dimentica subito ogni "aplomb" inglese e si vive come sulla "rive gauche" parigina. A Dublino vi accoglierà un popolo incredibilmente ospitale con una coinvolgente voglia di vivere e di divertirsi, magari con una pinta di Guinness in mano.
PROGRAMMA Lunedì: arrivo libero e sistemazione in hotel. Dalle 16 incontro con l’accompagnatore presso la reception dell’hotel: meeting introduttivo alla vacanza e consegna dei materiali. Se arriviamo presto si può fare una passeggiata verso uno dei promontori più alti di Howth dove il panorama della baia di Dublino è mozzafiato. Prima cena in compagnia.
Martedì: si lascia il nostro rifugio nel verde per una prima pedalata verso il centro città fino a raggiungere la zona di Talbot da dove inizia la nostra escursione pedonale. Si saluta Joyce, si passa per la Bank of Ireland, ex Parlamento Inglese, poi il Trinity College dove è custodito il “Book of Kells” e si attraversa la zona pedonale di Grafton Street fino a raggiungere St.Stephen's Green, il parco dove è stato girato un famoso video degli U2. Tempo per il relax e visita del parco prima di puntare su Merrion Square, il quartiere georgiano dove si respira un'atmosfera indescrivibile, e il Merrion Garden, più che un parco un giardino botanico dove troneggia la statua del poeta Oscar Wilde. E’ tempo di risalire in bicicletta per raggiunge il Grand Canal, ovvero il canale ancora navigabile, seguendo una stradina ciclabile che corre lungo la riva e attraversa i quartieri vittoriani fino a raggiungere il vecchio quartiere ebraico di Dublino. Prima di rientrare in hotel per una nuotata è d’obbligo una sosta in Temple Bar per una pinta della leggendaria birra scura Guinness. Mercoledì: si accantona il centro di Dublino per una gita verso nord lungo la costa. Un itinerario estremamente vario durante il quale si testano tutti i tipi di terreno: pista ciclabile, lungomare e spiaggia passando attraverso i caratteristici villaggi di pescatori fino a Malahide. Tappa d'obbligo al castello, antica proprietà dei Talbot, oggi divenuta meta di attrazione per le opere della National Art Gallery in esso custodite. E’ finalmente arrivato il momento relax: pic-nic nel vasto parco del Fingal County Council, ovvero 250 acri di tappeto erboso, tra sport gaelici e animati playground. Al ritorno tappa a Howth, la splendida penisola a poca distanza da Dublino. Si visita il porticciolo e il molo fino a raggiungere il faro di questo villaggio di pescatori; con un po’ di fortuna è possibile avvistare qualche esemplare di foca, sempre ghiotte del pesce lanciato loro da qualche pescatore. Dritta notturna per chi ha ancora energie: un salto al pub, luogo di ritrovo di eccentrici chiacchieroni, buontemponi, umoristi e poeti. Giovedì: seconda giornata fuori porta alla scoperta delle scogliere a picco sul mare di Summit. Possiamo percorrere una parte del sentiero pedonale da dove si scorge il faro di Howth situato più ad est, il Lighthouse, e l’affascinante torre a martello di Sutton. Da qui, nelle giornate più limpide, è possibile contemplare le suggestive coste del Galles. Pranzo a base di pesce con il tradizionale Fish & Chips o altri piatti tipici della baia. Per chiudere l’itinerario si può prendere la metropolitana “DART” e raggiungere l'estremità sud, Bray, per una breve passeggiata nella spiaggia più grande di Dublino. Oppure consigliamo una tappa a Killeney, grazioso borgo immerso in colline di ginestre, culla ed ispirazione della musica di Enya.
Venerdì: giornata libera. Consigliamo un'escursione attraverso i centri di epoca vittoriana come Enniskerry, in gaelico il "guado brullo", uno dei più suggestivi villaggi ai piedi dell'altopiano di Wicklow. Poi si entra nel demanio di Powerscourt sulla cui collina sorge una nobile residenza eretta da Cassel. Quindi a rinfrescarsi presso le cascate più alte d'Irlanda che cadono da un'altezza di 120 mt e, dopo una giornata di pioggia, diventano davvero imponenti. Assolutamente impedibile anche il sentiero della Sugar Loaf: un piacevole itinerario da svolgersi a piedi con partenza da Bray e arrivo a Greystone, villaggio situato all’estremo sud della baia, dove è ancora possibile vedere in funzione i treni a vapore. La contea di Wicklow è considerata il "giardino d'Irlanda": splendidi paesaggi di montagna, valli profonde, acque sorgenti, placide cascate e laghetti romantici, insomma luoghi da fiabe celtiche. Tra i due laghi, nella valle di Glendalough, un piccolo insediamento monastico ha prosperato a partire dal VI secolo. A chi piace andar per mare un tour nell'occhio d'Irlanda ovvero Lambay Island, una deliziosa isola a 20 minuti dal porto di Howth. A chi preferisce la gita in città consigliamo i ponti del Liffey che sono delle vere e proprie opere d’arte. Quello più antico, O'Connell Bridge, è dedicato al famoso politico irlandese il Liberatore, ovvero Daniel O’Connel; l’ Ha’Penny Bridge, invece, è il più bizzarro, soprattutto per la scelta del nome, perchè rievoca il pedaggio che un tempo si pagava per attraversarlo. Oggi il ponte è stato restaurato ma rimane sicuramente il cuore di Dublino, assieme al Millenium Bridge, perché richiama all’atmosfera del Temple Bar e alle canzoni più famose degli U2. Infine, meritano una visita i ponti dell’architetto Calatrava, affascinanti anche di notte per il loro colore luminescente. Sabato: raggiungiamo il Phoenix Park, il più grande parco d'Europa con i daini che vivono in libertà per una giornata all'insegna della Dublino verde. Il pomeriggio a zonzo per il centro: dai caratteristici negozi di Henry Street alle vetrine di tendenza di Grafton Street senza dimenticare la visita al Guinness Store House, il vecchio edifico ora museo della famosa birra. L'ultima sera va rigorosamente "consumata" a Temple Bar, la zona notturna più vibrante di Dublino con musica dal vivo per tutti i gusti. Domenica: si torna a casa ma il ricordo di questa vacanza nell'isola di San Patrizio resterà a lungo con voi!
INFORMAZIONI UTILI Sistemazione: Deer Park Hotel & Golf Courses Howth, Co. Dublin - Tel. 0035.318322624 / 0035.318398787. Sito: www.deerpark-hotel.ie Descrizione: da una quieta collina che domina la baia di Dublino l’hotel si affaccia sul mare d’Irlanda con una vista che lascia senza respiro. E’ collegato al centro della città dalla "DART" la metropolitana di superficie ed è circondato da campi da golf. Sono a disposizione: piscina, campi da golf, sauna, idromassaggio, bagno turco e un ottimo pub.
Accompagnatore/interprete: 1 dell'èquipe di Jonas. Date di partenza 2012: 23/7; 30/7; 6/8; 13/8; 20/8 Durata: 7 giorni con 6 pernottamenti, da lunedì pomeriggio a domenica mattina. Partecipanti: minimo 10, massimo 25 persone. Quota individuale: € 600 Comprende: sistemazione in hotel 3 stelle in camere doppie/triple, trattamento di mezza pensione, noleggio bici per tutta la settimana, accompagnatore-interprete, incontri e percorsi guidati, materiali turistici, assicurazione sanitaria e bagaglio. Non comprende: viaggio, bevande, la cena del venerdì, e quanto non indicato alla voce "la quota comprende". Nota bene: si applicano le condizioni generali del contratto di vendita di pacchetti turistici, info assicurazione, info prenotazione e info viaggio.
COME RAGGIUNGERE DUBLINO In aereo: i collegamenti diretti dall'Italia con Dublino sono con voli di linea, con voli charter oppure con altre compagnie facendo scalo in alcuni aeroporti europei. Dall'aeroporto di Dublino all'hotel Deer Park in taxi (circa 28 euro). Oppure funziona un servizio di bus navetta fino alla stazione centrale City Centre Bus Station (circa 6 euro). Da qui prendere il bus n°31 fino a Howth o la Dart, la metropolitana leggera fino a Howth Dart Station (circa 2 euro). Dalla fermate del bus e della Dart all'hotel a piedi sono circa 15 minuti. Tieni presente che la strada è in salita ed è un po' faticosa se si trasportano troppi bagagli. Se non vuoi proprio far fatica prendi il taxi da Howth fino all'hotel. Per avere ulteriori informazioni su come raggiungere l'Irlanda scrivi a eva@jonas.it
VIAGGIARE INFORMATI Libri: Irlandese al 57% di Roddy Doyle, The Dubliners e Ulisse di Joyce, Assassinio nella Cattedrale di Moore, Aspettando Godot di Beckett e gli scritti di Wilde, Yeats, Shaw e Swift. Film: The Commitments di Parker, Micheal Collins e La moglie del soldato di Jordan, Il nome del padre e Niente di personale di Sullivan. Musica: Van Morrison, Elvis Costello, Chris De Burgh, Enya, Bob Geldof, Sinéad O’Connor, The Cramberries e ovviamente U2. Cucina: Bowty torta salata, salmone affumicato con soda bread, Irish cofee e birra Guinness. Varie: Trifoglio portafortuna, cornamusa, elfi, fate e gnomi. INFO E PRENOTAZIONE: chiamaci allo 0444-303001 o lisa@jonas.it
Un viaggio è un viaggio, se…quelli di Jonas dicono che ti fai guidare – due guide due – vedrai cieli, mari, prati, paesi, visi, senza la bulimica velocità del turista comunque motorizzato e ingolfato da miliardi di immagini virtuali. Questi del marketing sono proprio originali; so bene quale paga mi verrà andando in bici, mica ti squalificano se arrivi fuori tempo massimo. Però, oltre alla guida, ti propongono il gruppo; un attentato alla consuetudine del walki, tecnologia a protezione di solitudini a volte non cercate. Il graffio dell’insicurezza; la lingua va esercitata.. puoi fare una corsa di 20 km e al rientro dalla prima uscita, che cosa dici: “Pardon sir, I sould like…”? E allora? Vai con Jonas, è il viatico più efficace per toglierti da questi ed altri imbarazzi. Non vi dirò delle guide, Flavia e Franchie (difficile trovare un’integrazione così armoniosa) ne del gruppo (politically correct), cercherò di dirvi di una passeggiata nella penisola di Howth, a pochi chilometri da Dublino, famosa a detta di Franchie in veste di prof. (sa di tutto: scienze, economia, filosofia, trilingue, segue i programmi culturali di radio Tre) per “…la favolosa zuppa di cozze”. Stimolo plausibile, intenso dopo due giorni di cucina gaelica. Un sole così, senza veli, è un sogno da intrappolare sino a domani, dice il meccanico (traduce Flavia). In meno di un’ora siamo nel porticciolo, dove saggiamente incateniamo le bici e iniziamo la passeggiata verso il promontorio che chiude a nord-est il piccolo golfo. Lasciamo le ultime case del paese, alte sulla costa, e abbandonato l’asfalto, prendiamo il sentiero che, pur digradando verso altopiano, non ci fa sentire la stanchezza per il lento salire. Siamo distratti, impressionati da quanto vediamo: a sinistra il blu cupo del mare profondo e davanti il mare verde del prato basso, qualche cespuglio e enormi chiazze di erica rosa che meriterebbero sfumature ben più delicate di quelle che troverò dalla mia nikkon. Il lontananza, nei vapori della calura del pomeriggio, un flash intermittente, dal punto più alto del promontorio, ci richiama al mare, al cappuccio rosso e cristallo sull’enorme torre bianca del faro di Howth. Sul bordo dello strapiombo potresti lasciarti andare in vaghezze letterarie…uno stridio irritante ci costringe a mettere a fuoco una sterminata, sfilacciata nuvola bianca, una corrente ascensionale di migliaia di gabbiani dalla schiuma della marea su a scalare la roccia verticale sino alla base del faro. Dum… dum.. dum..improvvisamente il vociare scompare.. la nuvola si appiccica alla parete scusa… dum.. dum..ecco la ragione della tregua, il diesel di un rugginoso, goffo peschereccio; una vela quadra, rossa, sbrindellata, a prua, a sostenere una scia quasi invisibile in quel blu immobile. Marinai a bordo? Adesso qualcuno comparirà per i consueti, turistici sbracciamenti. La barca va, comunque ci supera e la nostra incredulità è risvegliata da una sovrastante melodia, metallica, diffusa dalla poppa di quella irreale carretta. Guardandoci l’uno con l’altro non possiamo sbagliare….abbiamo tutti l’età per riconoscere ed accompagnare silenziosamente il canto…let it be…let it be, malia del flash-back, sospinta dalla brezza umida del mare ormai quasi rosso. Poi la zuppa di cozze….
Maurizio
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